IL CINEMA CHE GUARDA ALL’ECOLOGIA
Geco Film Fest
Nasce un nuovo festival a Roma esclusivamente dedicato agli sguardi sull’ecologia. Un’ulteriore opportunità di incontro tra cinema e società, di cui la scena romana si arricchisce, per “offrire un contributo, attraverso l’arte cinematografica, alla diffusione delle tematiche ambientali e stimolare l’impegno artistico e autoriale delle nuove generazioni di filmakers ai temi della tutela dell’ecosistema globale”. Progetto di La nuova ecologia e dell’associazione culturale G.ECO, che sin dalla sua giornata di presentazione, “ Il cinema racconta l’ambiente e il sociale. Nuove voci per uno sviluppo sostenibile”, ospitata dal RIFF, ha fornito un assaggio di ciò che intende essere.
Il tributo a On the Brink
Foundation ( organizzazione no-profit che denuncia emergenze ecologiche) in
apertura, col cortometraggio sul riscaldamento del pianeta e conseguenze
climatiche, le cui immagini di disastri ambientali e umane rimandano a quelle
mai dimenticate del prima e dopo uragano Katrina. Pillole di saggezza popolare
invece, e dell’esperienza di una vita, in una natura sentita come ecosistema da
curare e proteggere, nel corto-intervista al settantottenne contadino laziale
Mauro, di Paul Zinder in Uno degli ultimi, Italy 2007. Empatia tra uomo e
natura anche in Peter & Ben, UK 2007, di Pinny Grills, in cui amicizia,
affiatamento, quasi favolistico, tra uomo e animale si incontrano coi silenzi di
di un paesaggio incontaminato. Natura e storia ma questa volta dal punto di
vista del cibo, tema caro a Cannizzaro, in Storie di dolci, Italy 2005,
che tra antiche e preziose ricette di pasticceria e un segreto violato, apre uno
squarcio su luoghi e tempi di un passato di vita claustrale a Erice. Poi, da un
eco-mostro abbattuto, i grattaceli davanti al mare della nostrana Bari, in
Op-là ( e Punta Perrotti andò giù ), Italy 2006, di Daniela Recchia,
all’affatto lontano Senegal di Mbeubeus, Italy 2007, di Simona Risi.
Nella vita quotidiana della della gigantesca discarica di Mbeubeus, nel
villaggio- riciclo rifiuti di baol, in cui tra nuvole di esalazioni l’undicenne
Name Ngor, uno degli oltre 300 bambini, contende scarti ( anche italiani,
secondo cine.blog.it ), e fa un triste effetto scoprire che il suo sogno
impossibile è un lavoro in Italia.
Una rassegna che vede la partecipazione della maggior parte dei registi e include i trailers di due interessanti anteprime: la video-inchiesta sull’impatto del “Treno ad Alta Velocità” lungo la penisola italiana, Fratelli di TAV, diretto da Manolo Luppichini e Claudio Metallo, e Gigantes de Valdès, il film di Alex Tossenberger, che indaga sulle conseguenze morali e sociali del turismo in Patagonia .
Silvana Matozza
Articolo pubblicato sulla rivista di cultura e spettacolo Vespertilla, anno V n° 2- Marzo/Aprile 2008