Impressioni Jazz                      " Rachel " (2009)       di Simone Bitton                     Recensione                 

 

IN PALESTINA, SULLE TRACCE DI RACHEL CORRIE  logo Impressioni Jazz

 Il film di Simone Bitton su Rachel Corrie. Impressioni Jazz recensione

RACHEL

 

Chi era Rachel Corrie? La ventitreenne di Olympia, scudo umano che trovò la morte nella striscia di Gaza, mentre si interponeva tra un Bulldozer e un’ abitata casa palestinese da demolire?! E come realmente è morta? Incidente o omicidio volontario? Un verdetto di “tragico errore” sentenziato dalla polizia militare israeliana  a cui si contrapporranno testimonianze orali, di parte palestinese ma anche israeliana, e  fotografie di quel tragico 16 marzo 2003, che  solleveranno più di un ragionevole dubbio… ( negli USA di Bush non si aprì alcuna inchiesta governativa). Un percorso difficile, di ricerca di una verità dei fatti che la regista Simone Bitton persegue con scrupolo, sulle orme della studentessa e attivista dell’ISM (International Solidarity Movement); da quel suo partirsene alla volta di Rafah… Lasciando alle mail di Rachel, filo conduttore e legame con la propria famiglia, il compito di svelare  sguardo, sentimenti e pensiero del suo agire. Un’indagine filmica dilatata su tre poli di vita, americana, palestinese e israeliana, e saldamente poggiata sull’oggi. Dove tasselli, fatti di  relazioni amicali e pratica politica, testimonianze dei palestinesi ospitanti, degli  amici attivisti, ecc. ci parlano di Gaza e di lei; e  nel contempo di quel sentire solidale che valica i confini delle nazioni in nome di principi profondi e universali. O anche  di ingenuità e idealismo, come dirà uno degli amici attivisti, disilluso di fronte a poteri troppo forti che sovrastano. E delle laceranti appendici di un evento tragico quanto imprevisto, che il film dovrà  limitarsi ad adombrare. Concentrandosi su Rachel, sulla sua scelta di generosità e passione, su quel fatidico giorno, tra la sabbia e il Caterpillar, quando il suo agire, fiducioso di un appoggio internazionale e mediatico, si contrapponeva ad una presenza militare ostile all’ingerenza pacifista perdurante… La coincidenza della sua morte, quella volta in cui nessuno degli attivisti effettuava riprese video, porterà spontaneamente a interrogarsi. Ma se le ipotesi a posteriori a poco servono, è comunque certo che un filmato di quel giorno si sarebbe rivelato molto prezioso. Anche perché, il materiale girato dai militari israeliani, presenta un buco proprio negli ultimi tragici istanti di vita di Rachel. Mentre quelle foto (disponibili in rete),  che lo stesso fotografo definisce oscene, scattate nel dolore solo per dovere di documentazione, rimangono l’unica incompleta testimonianza…

Simone Bitton, la regista del film su Rachel CorrieUn film per non dimenticare, per continuare a tenere accesi i riflettori, su Rachel e sulla Palestina. Di impatto forte, e che, con misurata equidistanza, sa far percepire l’humus culturale di un quotidiano di vita  stravolto e imbarbarito, in cui la guerra di per sé resta sempre e comunque sotto accusa. E dove il montaggio (Catherine Poitevin, Jean-Michel Perez) gioca anche un fondamentale ruolo di contrappunto. Scritto e diretto dall’impegnata regista franco-israeliana (nata in Marocco), film di confine tra i generi, che la 45° Mostra del nuovo cinema di Pesaro inserisce nella sezione Band a part.

 

Silvana Matozza 

Articolo pubblicato sulla rivista di cultura e spettacolo Vespertilla, anno VI   n° 5 -  Settembre/Ottobre 2009  

 

 

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